Milano - Mentre pare sia pronta la bozza Ue sulla svalutazione che i creditori greci sono pronti a incassare, i mercati europei chiudono in territorio positivo, sperando nell'arrivo di una soluzione e nella fine dell'impasse in cui si trova il paese ellenico ormai da mesi.
L'Eurogruppo si pronuncerà a momenti sul destino della
Grecia. Si scommette sull'annuncio relativo all'erogazione di 130 miliardi di euro di cui Atene ha bisogno per non scivolare nel default disordinato.
L'incognita rimane però sempre la Germania, che non fa nulla per nascondere il proprio scetticismo sulle misure di austerity decise dalla Grecia. Il Ftse Minb ha archiviato la sessione con un rialzo del +1,07%. Londra fa +0,33%, Francoforte +1,42%, Parigi +1,37%, mentre l'indice di riferimento Eurostoxx 50 guadagna il +1,24%.
Le incertezze circa la crisi del debito sovrano si sono pero' acuite nel pomeriggio e i listini hanno ridotto i guadagni rispetto ai massimi testati in mattinata. Tra l'altro l'
Olanda ha lanciato una proposta molto chiara: quella di sottoporre Atene a controlli permanenti sulle sue entrate e sulle spese pubbliche da parte della troika, in cambio del secondo piano di salvataggio.
"E' nell'interesse della maggior parte dei paesi preservare l'Unione europea e l'euro", ha detto nel corso di una intervista a Bloomberg Peter Garny, strategist dell'azionario presso Saxo Bank. "Riteniamo che ci sarà un accordo, che i cinesi torneranno a crescere e avranno un ruolo di maggior stabilità per l'Europa, visto che l'area rappresenta uno dei suoi maggiori mercati per le sue esportazioni".
I listini sono oggi orfani di Wall Street, chiusa in occasione della festività del President's Day.
In ambito di mercato dei titoli di stato, lo
spread Italia e Germania a dieci anni ha ridotto le perdite ed e' sceso -4%, a 350 punti base, a fronte di rendimenti decennali in flessione -1,83%, al 5,47%. La scorsa settimana i bond italiani sono balzati per la sesta settimana consecutiva, guadagnando per l'arco temporale più lungo dall'agosto del 2006. Arriva però l'annuncio della
Bce, che la scorsa settimana non ha effettuato alcun acquisto di titoli di stato europei.
Restando in Italia, dopo aver recato visita alla City di Londra e a Wall Street nelle scorse settimane, il premier
Mario Monti ha fatto tappa anche a Piazza Affari, per incontrare gli esponenti del
gotha finanziario italiano e per ribadire la propria fiducia sui progressi che l'Italia sta compiendo. Il premier, tra le altre cose, ha affermato che difenderà "le liberalizzioni con i denti". Monti ha ammesso poi che al momento non è in programma "nessuna riforma sulle autorità di controllo" dei mercati e che le riforme adottate finora dal governo sono "nell'interesse generale".
Tornando all'indice Ftse Mib, in rialzo le banche, soprattutto Banco Popolare +4,42%; molto bene BPM +6,91%, MPS +1,17%, Intesa SanPaolo +1,23%, Mediobanca +1,06%, Unicredit +1,28%, Ubi Banca +1,44%. Riguardo agli altri settori, segni meno per Terna -0,64% e Finmeccanica -3,22%. Da segnalare che le quotazioni delle banche popolari balzano nonostante i contrasti nati in Parlamento sul loro destino, dopo che un emendamento del Pdl al decreto sulle liberalizzioni propone di far sparire le banche popolari quotate.
Sul fronte delle commodities, le quotazioni del petrolio testano il massimo degli ultimi nove mesi, dopo che l'
Iran ha annunciato di aver fermato le esportazioni di greggio verso le società francesi e inglesi. La decisione, si apprende, interesserà anche l'Italia.
I mercati guardano comunque con favore alla decisione della Cina di tagliare le riserve che le banche devono accantonare. La norma sarà operativa a partire dal prossimo 24 febbraio e la proporzione di liquidità che gli istituti cinesi dovranno accantonare sarà ridotta di mezzo punto percentuale. La resistenza delle piazze finanziarie, tuttavia, almeno in Europa, non è suffragata dai numeri economici.
L'
Ocse ha reso noto infatti che nel quarto trimestre del 2011 i paesi avanzati hanno subito una forte contrazione nella crescita economica: il Pil complessivo dell'area Ocse ha fatto infatti appena +0,6%, mentre l'Italia ha fatto -0,5%.
La nuova ottava inizia tuttavia all'insegna degli acquisti: focus sull'indice MSCI All-Country World Index, che balza per il quarto giorno consecutivo, sostenuto anche dal rally dei metalli. A Piazza Affari, il Ftse Mib lima i guadagni rispetto ai massimi della mattinata e fa +0,80%, tornando sotto quota 16.700. In crescita anche Londra +0,68%, Francoforte +1,30%, Parigi +0,83%, Madrid +1,59%, Zurigo piatta, Atene +0,18%.
Occhio alla performance dell’
euro, che torna a superare quota $1,32, confermando la maggiore propensione al rischio degli investitori in attesa di notizie positive per l'Europa. Al momento il rapporto euro/dollaro sale +0,60%, a quota $1,3261. La moneta unica è +0,41%, a JPY 105,39, mentre il rapporto dollaro/yen -0,16% a 79,48.
Per terminare la panoramica sui mercati, riguardo alle
commodities, i
futures sul petrolio avanzano +1,70%, a quota $105 al barile, mentre le quotazioni dell’oro scambiano a $1.735,80 l’oncia (+0,57%).
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RAPPORTO UNICREDIT: FOCUS SU PIAZZA AFFARI
Focus su
Atlantia, che venerdì sera ha diffuso i dati preliminari relativi all'esercizio 2011. Il traffico sulla rete in concessione in Italia ha evidenziato una contrazione dell'1,3% rispetto all'anno prima, mentre all’estero il traffico sulla rete delle concessionarie controllate e partecipate ha segnato
un incremento del 6,4%. Per il 2011 la società stima ricavi consolidati preliminari per oltre EUR3,97 mld, in aumento di circa il 6,8% rispetto al 2010.
Sul fronte
A2A, il consiglio di sorveglianza ha nominato Giuseppe Sala, Ad di Expo 2015, alla presidenza del consiglio di gestione della superutility lombarda e ha indicato la cooptazione in consiglio di Carlo Secchi al posto di Giuliano Zuccoli, scomparso di recente.
Da monitorare infine
Seat P.G. , partita in grande spolvero questa mattina (+12% circa): da stampa, oggi si terrà un Cda per valutare la richiesta di alcuni creditori di rinviare ancora per qualche giorno la scadenza fissata per l'adesione all'accordo di ristrutturazione.
Banche:gli impieghi complessivi delle banche italiane al settore privato hanno registrato nel mese di gennaio una crescita annua in ulteriore rallentamento allo 0,58% dal +1,79% di dicembre. Continuano invece a crescere le sofferenze. Pd e Pdl stanno valutando la possibilità di impedire alle fondazioni di detenere quote azionarie in più di una banca. Lo riferisce il presidente della commissione Industria del Senato, Cesare Cursi.
Fiat (EUR4,75): in seguito all'incontro Marchionne-Putin Repubblica sabato scriveva di "accelerazione" delle strategie di espansione del gruppo in
Russia. Il Corriere oggi parla di "ipotesi di ritorno Fiat per la Opel".
Pirelli (EUR8,16): la Cina sarà il maggiore polo produttivo del gruppo, ha detto il presidente Tronchetti Provera in un'intervista al Sole di domenica.