Borsa Milano cede -1%, spread torna a 402 punti base

La performance del rapporto euro/dollaro negli ultimi cinque giorni di contrattazione.

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La performance del rapporto euro/dollaro negli ultimi cinque giorni di contrattazione.

Milano - La Borsa di Milano conclude l'ultima sessione della settimana all'insegna dei ribassi, dopo la breve parentesi in cui ha viaggiato in territorio positivo grazie al buon esito dell'asta indetta dal Tesoro.

Il Ftse Mib perde l'1,02% e si attesta sotto la soglia psicologica a 16.000 punti. E' durato poco il ritorno del cauto ottimismo successivo all'emissione italiana. L'ammontare collocato è stato tutto piazzato e, in particolare, il tasso medio di interesse del Bot a sei mesi è scivolato all'1,969%, rispetto al 3,251% fatto registrare nell'ultima asta di fine dicembre.

Subito dopo i rendimenti a dieci anni sui BTP sono scivolati sotto la soglia del 6%, testando il minimo dal 13 ottobre e lo spread Italia-Germania è sceso fino a 398 punti base. Ma nel finale, anche se sempre in flessione di più del 3%, il differenziale è tornato a 402 punti base. C'è da dire comunque che lo spread rimane nella parte bassa della zona di trading range dell'ultima settimana, compresa tra 410-430.

Riguardo alle altre piazze finanziarie, anche qui protagonista è il segno meno, con l'indice di riferimento Eurostoxx 50 che cede -0,71%, Parigi -0,97%, Francoforte -0,25%, Atene archivia la seduta in calo di oltre -1%.

Si è guardato oggi anche al fronte economico degli Stati Uniti, con il Pil del quarto trimestre che è salito del +2,8%, meno del previsto, dopo il +1,8% dei tre mesi precedenti.

Da segnalare comunque la performance dell'indice generale Stoxx 600, che è avanzato del 4,7% dagli inizi del 2012. Indicativo inoltre il trend di ieri, quando l'indice ha guadagnato - stando ai dati riportati da Bloomberg - l'1,1%, entrando ufficialmente nella fase toro: dal minimo testato lo scorso 22 settembre, lo Stoxx 600 ha infatti messo a segno un balzo del 20%.

Tra i titoli quotati sul Ftse Mib, segno meno per le banche dopo la buona performance della mattinata. Banco Popolare -3,12%, MPS -1,75%, BPM -3,31%, Unicredit -4,34%, Ubi Banca -0,60%, Mediobanca -3,51% e Intesa SanPaolo -0,27%. Sotto i riflettori tra gli altri bancari europei anche BNP Paribas -3,95% e Société Générale, che hanno ricevuto in mattinata un giudizio negativo da JP Morgan. Quest'ultima ha rivelato però verso il finale un andamento piatto.

Tornando al Ftse Mib, balzo di Ferragamo, regina del listino con +12% dopo i risultati di bilancio (leggi sotto nel rapporto di Unicredit). Altri segni meno hanno colpito Pirelli -2,41%, Fiat Industrial -2,27% e Fiat, che ha lasciato sul terreno più del 4%.

Gli investitori hanno ascoltato oggi le parole del numero uno della Bce, Mario Draghi che, pur interpretando in modo positivo la riduzione degli spread, ha fatto notare che le tensioni presenti sul mercato interbancario non consentono di dire che il sistema sia tornato a funzionare regolarmente.

"Ci sono ancora tensioni sul mercato interbancario, le banche non si fidano a prestarsi denaro tra di loro senza passare attraverso la BCE - ha detto, parlando da Davos, in occasione del World Economic Forum - quando torneranno a prestarsi denaro tra di loro potremo dire che il sistema e' tornato a funzionare regolarmente".

Inoltre, non sono state di certo confortanti le dichiarazioni di Olli Rehn, commissario Ue agli Affari economici e monetari, secondo cui servirebbe un aiuto degli Stati Uniti e del Regno Unito per disporre di una vera rete di sicurezza contro la crisi europea.

Altro market mover della sessione è stata ancora l'impasse che vede protagonista la Grecia. Si spera sulla "resa" dei creditori privati e nella loro decisione di accettare un tasso inferiore al 4% sull'emissione di nuovi bond, come auspicato anche dall'Eurogruppo. Ma per ora la situazione rimane ancora in sospeso. E ai mercati, si sa, l'incertezza non piace. Le ultime notizie parlano poi dell'appello lanciato dal numero uno dell'Eurogruppo Juncker alla Bce, affinché si accolli parte delle perdite sul debito.

Tra i dati macro resi noti in Europa, il tasso di disoccupazione spagnolo, che nel quarto trimestre è balzato al 22,9%, più del doppio della media europea e al massimo di 15 anni, rivelando la fragilità delle condizioni economiche dell'Europa.

Inoltre, se sul mercato dei bond italiani l'allentamento delle tensioni è stato decisamente evidente - dall'8 dicembre, ovvero da quando la Bce ha annunciato la sua operazione di maxi-liquidità a favore delle banche i rendimenti dei bond italiani a cinque anni sono scesi di ben 177 punti base -, forti sono le preoccupazioni per il destino del Portogallo che, secondo i mercati, non sarà tanto diverso da quello della Grecia.

Nuovi record sono stati testati infatti nelle ultime ore dallo spread Portogallo-Germania e dai cds, ovvero dai contratti per assicurarsi contro il rischio default dei titoli di stato del paese, a cinque anni.

Sul fronte valutario, l’euro è tornato a recuperare terreno nei confronti del dollaro a $1,3131 (+0,18%). La moneta unica è rimasta ingessata verso il franco svizzero a CHF 1,2065, e contro lo yen ha subito una flessione dello 0,73% a JPY 100,76.

Per terminare la panoramica sui mercati, riguardo alle commodities, i futures sul petrolio scendono sul Nymex di New York dello 0,18% a quota $99,88 al barile, mentre le quotazioni dell'oro sono piatte con -0,01%, a $1.729,80.

RAPPORTO UNICREDIT- FOCUS TITOLI

Focus su Ferragamo, che ha aperto in buon rialzo questa mattina dopo avere comunicato ieri sera a mercati chiusi di aver chiuso l’esercizio 2011 con ricavi in crescita del 26,2% su anno a EUR986,5 mln, mentre nel 4Q ha registrato una crescita del 23% a EUR285,2 mln. L’area Asia Pacifico si riconferma il primo mercato in termini di ricavi, con un fatturato di EUR357,7 mln (+33,5% a/a). +30,8% in Europa, +27,2% il mercato nordamericano e +0,8% il mercato giapponese.

Occhi puntati anche su Mediolanum, che ha archiviato il mese di dicembre con un saldo positivo per EUR60,6 mln grazie alla raccolta per EUR133,4 mln sui fondi aperti.

Montepaschi (EUR0,3084): ha emesso una nota per ufficializzare le dimissioni di Francesco Gaetano Caltagirone dalla carica di Consigliere nonché di Vice Presidente dello stesso Consiglio.

Hera (EUR1,057): Moody's ha tagliato il rating a ‘Baa1’ da ‘A3’ con outlook
‘Negativo’ per via del fatto che la realizzazione del programma di investimenti 2011-15 e gli alti dividendi attesi non sono compatibili con il profilo finanziario legato al rating precedente.

Edison, A2A, Iren: il consiglio di sorveglianza di A2A ieri ha approvato un nuovo term sheet su Edipower, la società che passerà nelle mani della superutility lombarda e di Iren, ma la nuova proposta non soddisfa ancora i manager della utility di Torino, Genova e Reggio Emilia, che non esclude di
uscire del tutto dal capitale di Delm.


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normal - 30/01/2012 00:07
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Emtrader...

Prova con l'agopuntura

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normal - 29/01/2012 23:52
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E' interessante la tua idea davide,

Se si avvera mi darà la possibilità di chiudere le posizioni che ho su eur.

Speriamo tu abbia ragione.

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normal - 29/01/2012 23:44
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Notte mib.

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